Milano, presentato il masterplan per l’ex-scalo FS di Porta Romana

È del team Outcomist guidato da Chris Choa e formato da Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, con Gross Max landscape architects, Nigel Dunnett Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecom, Land e Artelia, il masterplan preliminare vincitore del concorso internazionale di progettazione per l’area di 187mila metri quadrati dell’ex-scalo ferroviario di Porta Romana a Milano che ospiterà il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026.

Come sottolineato dalla giuria, mettendo al centro un grande prato aperto e privo di barriere architettoniche che fungerà anche da connessione nord-sud dell’area con il resto della città, il progetto inverte i paradigmi urbanistici tradizionali, che vedono il verde come ‘riempitivo’ di spazi urbani che il costruito ha lasciato vuoti.

Una seconda caratteristica vegetale del piano sarà un percorso verde sospeso al di sopra dei binari ferroviari di transito – che risulteranno così parzialmente interrati – che percorrerà il lotto, esteso da est (corso Lodi) a ovest (via Ripamonti). In questo quadrante sorgerà – concepito già oggi secondo criteri che ne permetteranno una agevole reversibilità d’uso – il villaggio olimpico Milano-Cortina 2026. Al termine della manifestazione olimpica gli edifici daranno infatti vita al più grande studentato italiano, concepito non come semplice sovrapposizione di micro-residenze ma come un nuovo genere di quartiere vivo e attivo, ricco di spazi pubblici e con ambienti di studio e lavoro collettivi.

Il percorso verde, le piantumazioni e il grande prato centrale favoriranno la biodiversità dell'area

Lo sviluppo privato – uffici e residenze – occuperà invece la porzione est dell’area, quella più prossima a Corso Lodi e alla stazione ferroviaria di Porta Romana i cui lavori di riqualificazione sono già stati avviati.

Ricordiamo che i 187mila metri quadrati dell’ex-scalo di Porta Romana erano stati acquistati lo scorso anno da FS Sistemi Urbani, con un investimento di 180 milioni di euro, dal Fondo Porta Romana gestito da Coima Sgr e partecipato da Covivio, Prada Holding e Coima Esg City Impact Fund.

Un render del futuro quartiere che sorgerà nell'area est del masterplan. Gli autori raccomandano fortemente, per le architetture che vi sorgeranno, il ricorso all'uso del legno, naturale serbatoio di CO2, anche come materiale strutturale

La presentazione del masterplan coincide con l’avvio di un percorso di condivisione partecipata che per tutto il mese di aprile raccoglierà i pareri e i rilievi della cittadinanza (invitata a consultare i dettagli del piano e il calendario di appuntamenti sul sito scaloportaromana.com o in alternativa a inviare i propri commenti alla casella email consultazione@scaloportaromana.com) che permetteranno di metterne a punto i particolari.

I tempi sono serrati perché la scadenza del 2026 per la costruzione del villaggio olimpico non è rinviabile. Il che, come faceva notare questa mattina in conferenza stampa Umberto Lebruto, Ceo di FS Sistemi Urbani, è anche un’opportunità, ovvero l’occasione di avere tempi certi per la concretizzazione del progetto: i permessi di costruire per il villaggio olimpico sono attesi entro l’autunno di quest’anno.

La varietà di funzioni previste dal piano

Proclamato vincitore all’unanimità dalla giuria presieduta da Gregg Jones (principal, Pelli Clarke Pelli Architects) e formata da Manfredi Catella (Coima), Simona Collarini (direttore Pianificazione Urbanistica Generale Comune di Milano), Alexei Dal Pastro (Covivio), Carlo Mazzi (consigliere delegato Prada Holding), Bruno Finzi (presidente Ordine degli Ingegneri di Milano), Laura Montedoro (professore associato del Dastu – Politecnico di Milano) e il cui Ruc era l’architetto Leopoldo Freyrie, il progetto faceva parte di una rosa di sei finalisti – BIG; Cobe A/S; John McAslan + Partners; Skidmore, Owings & Merrill (Europe); Studio Paola Viganò gli altri cinque – scelti a loro volta tra 47 proposte sviluppate da altrettanti team a cui hanno partecipato un totale di 329 studi di progettazione.

Una panoramica dell'area visita verso nord

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